AML/CFT: Italia, Business Attività Illecite: EUR 420 Mld/anno

Già nei mesi precedenti, nell’articolo “ESG-AML/CFT: il Sistema Finanziario fa appello a Professionisti & Altri Operatori Non Finanziari”, avevamo sottolineato la necessità del sistema finanziario di essere coadiuvato attivamente da professionisti, revisori ed altri operatori non finanziari per poter contrastare il fenomeno del riciclaggio in Italia che continuava a registrare valori imbarazzanti.

Più recentemente, il Dott. Laudati, magistrato alla direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo, responsabile della sezione “contrasto patrimoniale” e componente del Comitato di Sicurezza Finanziaria del MEF, in una sua presentazione in Valle d’Aosta dal titolo  I numeri del riciclaggio e dei crimini finanziari – YouTube, spiega con straordinaria eloquenza e lucidità il fenomeno del riciclaggio in Italia e la necessità della partecipazione attiva di commercialisti, avvocati, notai e revisori per sostenere Magistratura e forze dell’ordine nella lotta al riciclaggio.

Questa necessità nasce dalla constatazione che, in Italia, esistono dei gruppi criminali che guadagnano talmente tanti soldi dalle attività illecite da mettere a rischio non solo l’ordine pubblico (compiono reati da perseguire) e l’ordine economico (alterano il sistema di concorrenza del mercato) ma soprattutto l’ordine democratico.

Per quest’ultimo aspetto, Il Dott. Laudati sottolinea come nel XXI secolo il rischio della criminalità organizzata si traduce in una parola semplice: CORRUZIONE!Corruzione a tutti i livelli: delle forze di polizia, dei magistrati, della politica e quindi, prosegue Laudati, chi guadagna tanti soldi che fa?…. Compra i media, manipola l’informazione, gestisce le campagne elettorali, seleziona la classe dirigente, invade le centrali di spesa… ed ecco perché negli ultimi 3 anni la DNA ha sciolto 500 consigli comunali, ha sciolto delle ASL e 4 banche sono state commissariate”.

Quanto sopra deriva dall’evoluzione delle economie mafiose che inizialmente erano di carattere predatorio (trasferimenti di denaro da un soggetto ad un altro a saldi invariati), poi si sono evolute in economie produttive (esecuzione di attività illecite che producono reddito; es. Traffico di stupefacenti) sino a divenire economie finanziarie (riciclaggio di denaro).

Per comprendere il passaggio da economie produttive ad economie finanziarie, nella video-presentazione sopra menzionata, viene proposta una semplice constatazione:

  • L’attività produttiva più remunerativa è il traffico di stupefacenti che presenta un ROI (Return on Investment) di 3 a 1 in una settimana; vale a dire: se oggi compriamo EUR 1.000 di cocaina, alla fine della settimana guadagneremo EUR 3.000, alla fine della seconda EUR 9.000 ed alla fine della terza EUR 27.000. Non esiste nessuna attività economica al mondo, né lecita né illecita, che produce così tanti soldi.
  • Una volta aver guadagnato così tanti soldi, la criminalità, per poterli utilizzare, si rivolgerà ad un bravo commercialista che gli consiglierà di (i) mimetizzare la provenienza illecita dei fondi investendo in attività lecite e di (ii) diversificare le sue attività perché se investe sempre e solo in cocaina e viene scoperto perde tutto.
  • A questo punto la criminalità decide di impiegare i fondi illeciti nell’acquisto di attività lecite, quali ad esempio l’acquisto di una pizzeria passando, pertanto, da un’attività produttiva (traffico di stupefacenti) ad un’attività finanziaria (investimento in una pizzeria).

Quanto sopra viene plasticamente rappresentato dal Dott. Laudati riportando che, durante una intercettazione telefonica tra due esponenti apicali della criminalità organizzata il primo dice al secondo: “tu sei un retrogrado perché tu prendi ancora gente che fa boom boom… io la gente la prendo dalle migliori università del modo”. Di fatto, la ‘ndrangheta si è evoluta perché ha avuto la capacità di trasformarsi: è stata la prima organizzazione che ha proposto ed utilizzato il pagamento di droga ai colombiani in BitCoin.

Un altro esempio riportato riguarda la costituzione di una Start-Up nel nord Italia per fare crowdfunding attraverso internet, che è stata operativa per solo 3 ore. In queste 3 ore, la Start-Up ha raccolto EUR 120 milioni che rappresentavano sicuramente un’attività di riciclaggio da parte della ‘ndrangheta.

È da sottolineare che, nel momento in cui la criminalità organizzata entra nel tessuto lecito viene alterato il sistema economico in quanto i rischi e gli obiettivi dell’imprenditore criminale sono diversi da quelli dell’imprenditore lecito.

La differenza sostanziale consiste nell’assunzione del Rischio di Impresa:

  • L’imprenditore lecito investe il proprio capitale, lavora e se gli affari non vanno bene può perdere tutto il capitale investito.
  • L’imprenditore criminale, abituato ad avere un ROI di 3 a 1 a settimana, non accetta di perdere il capitale investito e pertanto succede che i fornitori di mozzarella buona la daranno solo all’imprenditore criminale e non agli altri, che quando viene fatta una gara d’appalto la vince l’imprenditore criminale e non gli altri, che l’imprenditore criminale non avrà mai conflitti sindacale e che, se nemmeno questo sarà sufficiente per guadagnare, allora ad un concorrente gli viene bruciato il furgone, all’altro gli viene rotta la vetrina per non elencare i soprusi più gravi.

Quanto sopra comporta anche un costo rilevante per gli abitanti del territorio che, se non si adeguano alle condizioni di prezzo e qualità dell’imprenditore criminale (che, se non contrastato, è l’unico a gestire fornitori, appalti etc.), avranno accesso a prodotti sempre più cari e di qualità sempre più bassa.

La constatazione diventa concretamente visibile quanto si osserva che per fare la “Salerno-Reggio Calabria” ci volevano 3 anni ed alla fine ne sono stati impiegati 35 con un costo di 150 volte più alto rispetto al prezzo iniziale e che in Italia ci sono milioni di appalti per il rifacimento delle strade ma che le stesse, alla fine, sono piene di buche.

I concetti sopra esposti divengono esponenzialmente più drammatici se si tengono conto i dati reali presentati dal Dott. Laudati, in seguito ad un lavoro eseguito di concerto con l’università Bocconi, sulla base dei dati, pre-pandemia, messi a disposizione dal Comitato di Sicurezza Finanziaria del MEF.

Di fatto il Dott. Laudati e l’università Bocconi, prendendo a riferimento i dati oggettivi delle attività criminali, hanno elaborato un Bilancio come se stessero realizzando un consueto bilancio aziendale. I risultati per area di Business sono di seguito rappresentati (dati in miliardi di euro):

  • Il business da attività illecite vale EUR 420 miliardi all’anno ed è composto per EUR 170 miliardi da Economia Illegale (40%) e per EUR 250 miliardi da Economia Sommersa (60%)
AML/CFT Business Attività Illecite EUR 420 Mld/anno business da attività illecite

business da attività illecite

  • EUR 170 miliardi di Economia Illegale derivano principalmente da traffico di droga (EUR 59 miliardi), da Usura (EUR 35 miliardi) e da Abusivismo Edilizio (EUR 20,5 miliardi).
AML/CFT Business Attività Illecite EUR 420 Mld/anno: Economia Illegale

Economia Illegale

  • EUR 250 miliardi di Economia sommersa sono composti per EUR 97 miliardi (39%) da Tasse Evase e per EUR 153 miliardi (61%) da altre attività connesse all’economia sommersa quali il falso in bilancio, la falsa fatturazione, le frodi comunitarie, etc.
AML/CFT Business Attività Illecite EUR 420 Mld/anno: Economia sommersa

Economia sommersa

È da notare che a livello globale, al 1° posto del business delle attività illecite (EUR 420 Mld/anno) troviamo l’economia sommersa derivante da falso in bilancio, falsa fatturazione etc. (36% del business da attività illecite), al 2° posto troviamo l’evasione fiscale (23% del business da attività illecite) ed al 3° posto il traffico di stupefacenti.

AML/CFT Business Attività Illecite EUR 420 Mld/anno: Totale Business attività illecite 1

Totale Business attività illecite 1

AML/CFT Business Attività Illecite EUR 420 Mld/anno: Composizione Business Attività Illecite

Composizione Business Attività Illecite

Con EUR 97 Miliardi l’evasione fiscale costituisce una delle basi più importanti del riciclaggio.

L’analisi del Magistrato del Comitato di Sicurezza finanziaria continua illustrando i dati elaborati dalla Guardia di Finanza che evidenziano come l’impresa criminale in Italia guadagna:

 dati elaborati dalla Guardia di Finanza

dati elaborati dalla Guardia di Finanza

Avendo compreso come opera l’economia criminale prima e quali sono gli importi in gioco dopo, è immediatamente intuitivo dedurre come il danno causato dal riciclaggio all’economia lecita ed al territorio sia estremamente elevato ed invasivo.

Inoltre, la criminalità segue i flussi di denaro e non è stanziale su di un unico territorio ma si muove da nord a sud in tutta la penisola. Non ci sono più isole felici e non intaccate.

il Dott. Laudati prosegue osservando che a questo punto si pone il problema di contrastare il riciclaggio e quindi contrastare le attività che ledono la democrazia e che questa attività di contrasto non può più essere affidata solo ai magistrati ed alle forze di polizia.

A tal proposito, ricorda che la convezione di Strasburgo del 1990, con l’introduzione della regolamentazione antiriciclaggio, opera una rivoluzione sul mercato perché la stessa sancisce inopinabilmente: chi si accorge prima di tutti se una pizzeria è gestita dalla criminalità organizzata? Per primi si accorgono le altre pizzerie ed il mercato, prima ancora della polizia e dei carabinieri.

In tale contesto, il Magistrato evidenzia come polizia, magistratura e forze dell’ordine abbiamo bisogno di sensori sul mercato che segnalino se la pizzeria può essere di natura criminale.

Al fine di rendere maggiormente comprensibile il concetto di Sensori di Mercato, il Dott. Laudati, con straordinaria efficacia, fa riferimento al libro di Niall Ferguson “La Piazza & La torre”.

 libro di Niall Ferguson “La Piazza & La torre”.

libro di Niall Ferguson “La Piazza & La torre”.

Già nella copertina del libro viene rappresentata la Torre del Mangia e La Piazza del Campo di Siena. I sistemi organizzativi in genere sono basati su 2 modelli:

  • Uno è quello della Torre che rappresenta la gerarchia, la struttura verticale.
  • L’altro è quello della Piazza che rappresenta la struttura orizzontale, il mercato.

Tutti e due i sistemi presentano dei rischi:

  • Quello gerarchico è una struttura più rapida, più immediata, dalle decisioni facili ma presenta un grave rischio: l’autoritarismo, l’abuso, la devianza.
  • Quello orizzontale è sicuramente più democratico è più garantista ma presenta un altro inconveniente il Caos, la confusione, l’anarchia.

Un sistema di antiriciclaggio funziona se la torre e la piazza lavorano in sinergia: è la piazza che lancia gli input ed è la torre che li elabora.

Il sistema delle segnalazioni per operazioni sospette è nato così, dalla sinergia tra la piazza e la torre.

Nella Piazza all’inizio vi erano solo le banche, adesso vi sono anche gli altri operatori non finanziari e soprattutto i Notai (controllori delle transazioni immobiliari e finanziarie) ma anche gli Avvocati, i Commercialisti, i Revisori dei conti e così via, che hanno l’obbligo di dare delle segnalazioni alla Torre e la Torre è costituita dalle strutture delle forze di polizia e della magistratura che intervengono sulla base di questo tipo di segnalazioni.

A questo punto, al fine di comprendere meglio la necessità di incrementare la sinergia tra la Piazza e La torre, la presentazione continua facendo una comparazione semplice tra l’Italia e gli altri paesi europei. Il dott. Laudati evidenzia che in Italia la popolazione carceraria riferibile a reati finanziari commessi da colletti bianchi (white collars crimes) è pari allo 0,9% mentre in Germania è pari al 10% ed in Francia all’8%.

Guardando a questi dati il magistrato della DNA e del Consiglio di Sicurezza Finanziaria del MEF constata: “O la Germania per i reati di riciclaggio ci batte 10 a zero cioè fa 10 volte più reati di noi… ma non ci credo… oppure noi, in Italia, non abbiamo una capacità di accertamento del reato e di accertamento della sanzione così elevata come In Germania”.

Tenendo conto di quanto precede, la presentazione conclude esortando nuovamente alla necessità di incrementare la sinergia tra la Piazza e La torre e riportando in particolare: In Italia dobbiamo migliorare con le segnalazioni, con i processi e quindi dobbiamo avere la collaborazione di tutti. Se la lotta al riciclaggio e se la lotta al crimine organizzato diventa un obiettivo comune, una sensibilità comune, ce la possiamo fare!”.

Attraverso la concreta applicazione della normativa antiriciclaggio, a tutti i livelli, si perseguono gli obiettivi e si consolidano e proteggono i principi di Libertà, di Democrazia e di Benessere dalla nostra Comunità.

Quest’ultima considerazione diviene ancora più rilevante alla luce dei principi Environmental, Social & Governance (ESG).

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Si veda anche:

I numeri del riciclaggio e dei crimini finanziari – YouTube

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Davide Montagna | LinkedIn

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